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Tumore alla prostata: la storia di Luciano

Pubblicato il 05/11/2021 - Aggiornato il 11/11/2021

Perché gli uomini pensano di non aver bisogno della prevenzione e sottovalutano il tumore alla prostata? 
Un ex paziente di Auxologico spiega perché, dal suo punto di vista, gli uomini tendono a nascondersi.

“Mi chiamo Luciano Boron, ho 57 anni più 10, cioè 67, e voglio spiegare agli uomini come me perché fare prevenzione contro il tumore alla prostata è importante”.

Tante volte sentiamo dire agli uomini che ci circondano che loro “stanno bene”, che loro “non hanno bisogno di farsi visitare”, che “la prevenzione non gli serve”. Luciano invece ha sempre avuto un approccio diverso alla cura della sua salute: “non penso abbia senso nascondersi dietro alle scuse. Io faccio il controllo del PSA (valore che emerge dagli esami del sangue che può segnalare il rischio di tumore alla prostata) da vent’anni” e solo con un monitoraggio costante ha scoperto il momento esatto in cui i suoi valori hanno iniziato a cambiare e a segnalare qualche anomalia.

“Purtroppo ho avuto due genitori malati, uno si è salvato, l’altro ha scoperto il tumore troppo tardi e non ce l’ha fatta. Però non credo che si debba fare prevenzione per paura. Si devono fare visite regolari perché sono la nostra salvezza e ci danno la possibilità di non rincorrere le malattie, quando si presentano, perché potrebbe essere tardi”.

Luciano lavora da tanti anni nel mondo dello spettacolo, un contesto delicato dove si è ancora più sensibili agli effetti che una malattia e le sue cure possono lasciare sul corpo.

“L’atteggiamento verso il tumore e la prevenzione non può dipendere dal posto in cui lavoriamo. Non si può essere restii sulla salute, non ci si può vergognare quando si scopre di essere malati e non si possono trattare le persone come se fossero infettive. Anzi, se si condivide l’esperienza o il fatto di fare le visite di controllo con gli amici, si aiutano altri uomini”.

Quando i valori della biopsia hanno diagnosticato il tumore, Luciano si è trovato davanti a un bivio: “lo stadio della malattia in cui mi trovavo mi ha dato la possibilità di scegliere se preferivo fare la sorveglianza attiva, quindi monitorare con costanza il tumore, oppure farmi operare. Era il 2014. 7 anni fa avevo 60 anni e mi sentivo ancora giovane, ho preferito eliminare il problema, senza nascondermi. Certo avrei preferito che la malattia non fosse mai arrivata, ma come quando facciamo un incidente in macchina, quando succede ormai non si può tornare indietro. Bisogna prendere coscienza di quello che è accaduto e attraversare il problema, per superarlo”.

Luciano non ha figli ma una compagna storica, Alessandra, con cui condivide la vita da trent’anni. Lei gli è sempre stata accanto, “quando hai certe malattie la persona al tuo fianco deve viverle insieme a te”; anche Alessandra ha a cuore la prevenzione e fa ogni anno le visite di controllo contro il tumore al seno. Uniti pensano solo ai prossimi 60 anni da vivere insieme per girare il mondo e godersi la vita.

“Gli uomini amano raccontare le loro conquiste, se hanno incontrato tante donne… Non parliamo delle difficoltà. Abbiamo paura di parlare. Poi quando si parla di prostata c’è timore anche per le conseguenze dell’operazione. Ma io oggi sono qui, sto bene, ho scelto di farmi operare in Auxologico. Se alla tua salute ci pensi prima, hai ancora delle possibilità, soprattutto puoi uscirne bene. La prevenzione è questa! 7 anni dopo io sto bene e ti posso raccontare com’è andata e perché oggi sto bene: ho fatto i controlli e quando ne ho avuto bisogno mi hanno offerto la soluzione giusta. Se tu sei un uomo e non hai ancora fatto il controllo alla prostata, basta con le scuse, vai a farlo domani mattina!”.


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