Il Prof. Gianfranco Parati, Direttore Scientifico dell'IRCCS Istituto Auxologico Italiano, Direttore del Dipartimento di Cardiologia di Auxologico San Luca a Milano e Professore Ordinario di Medicina Cardiovascolare all'Università di Milano-Bicocca, ha firmato un editoriale pubblicato il 7 ottobre 2026 su JAMA, una delle riviste mediche più autorevoli al mondo. Il titolo è "Achieving Better Hypertension Control in Low- and Middle-Income Settings".
Nell'articolo il Professore riflette sulla possibilità di migliorare il controllo dell'ipertensione anche nei Paesi con risorse economiche limitate. La chiave è una migliore organizzazione dell'assistenza e un servizio strutturato che coinvolga attivamente il paziente, sul modello del pacchetto HEARTS creato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Perché il controllo della pressione alta è una priorità
L'ipertensione è tra le principali cause di:
- infarto;
- ictus;
- scompenso cardiaco;
- malattia renale cronica;
- demenza.
Si individua con una misurazione semplice e si cura con farmaci efficaci e poco costosi.
Eppure, secondo l'OMS, nel 2024 circa 1,4 miliardi di adulti tra i 30 e i 79 anni avevano l'ipertensione e solo 320 milioni (23%) avevano la pressione sotto controllo. In 99 Paesi il tasso di controllo è inferiore al 20%. Il divario è più ampio nei Paesi a basso e medio reddito, dove vive la maggior parte delle persone con ipertensione.
Lo studio di Cienfuegos, a Cuba
L'editoriale commenta una ricerca pubblicata nello stesso numero di JAMA, condotta da Morejón Giraldoni e colleghi nella provincia cubana di Cienfuegos. I ricercatori hanno confrontato due indagini sulla popolazione urbana, una del 2011 e una del 2023.
Nel periodo considerato:
- Il controllo della pressione tra tutte le persone con ipertensione è passato dal 27,7% al 55,7%.
- La consapevolezza di avere l'ipertensione è salita dal 67,0% all'88,1%.
- Il trattamento tra chi sapeva di essere iperteso è passato dall'85,3% al 92,7%.
- Il controllo tra chi era in trattamento è salito dal 48,5% al 68,1%.
Per confronto, lo studio riporta un controllo del 19,7% a livello globale, del 13,6% nei Paesi a basso e medio reddito e del 40,2% in quelli ad alto reddito.
Che cos'è HEARTS
Dal 2018 Cuba ha introdotto progressivamente l'approccio HEARTS dell'OMS e dell'Organizzazione Panamericana della Sanità. Si basa su alcuni elementi principali:
- Misurazione della pressione con apparecchi automatici validati.
- Protocolli di terapia standardizzati, con avvio della terapia con due farmaci a metà dose e aumento graduale.
- Revisione della terapia ogni 4 settimane fino al raggiungimento del controllo.
- Un numero limitato di farmaci, che semplifica approvvigionamento e formazione.
- Assistenza in team nelle cure primarie e monitoraggio dei risultati.
Come sottolinea il prof. Parati, linee guida complesse e prescrizioni molto variabili possono ostacolare l'applicazione quotidiana delle cure. Protocolli semplici rendono chiara la sequenza di trattamento, favoriscono la collaborazione nel team di cure primarie e incoraggiano a intensificare la terapia quando la pressione resta sopra target.
Un incoraggiamento prudente

L'editoriale invita alla cautela. Le due indagini sono trasversali e non seguono le stesse persone nel tempo, quindi non si può stabilire quanto del miglioramento sia dovuto a HEARTS. Inoltre, i dati non sono stati standardizzati per età e lo strumento di misura è cambiato (sfigmomanometro a mercurio nel 2011, apparecchio automatico nel 2023), elementi che pesano soprattutto sull'aumento della prevalenza dal 32,8% al 38,4%. Resta infine il rischio che la crisi economica e sanitaria di Cuba comprometta l'accesso ai farmaci.
Il messaggio centrale è però chiaro: un controllo superiore al 50% è raggiungibile in un Paese a reddito medio, grazie a un impegno prolungato nello standardizzare e rafforzare le cure. L'obiettivo, scrive Parati, non è replicare il sistema sanitario cubano, ma creare in ogni contesto le condizioni operative per erogare un trattamento efficace in modo costante: misurazioni affidabili, algoritmi semplici, intensificazione rapida, follow-up da parte di operatori sanitari che sappiano lavorare in squadra, farmaci accessibili e monitoraggio continuo del controllo pressorio.
Dalle riflessioni globali alla pratica clinica in Italia
Secondo il Prof. Parati, queste considerazioni valgono anche per l'Italia e riflettono ciò che Auxologico cerca di fare da anni nel proprio centro di eccellenza europeo per l'ipertensione: un'assistenza organizzata, con percorsi di diagnosi e terapia chiari, la disponibilità di tecniche diagnostiche all'avanguardia, l'utilizzo delle soluzioni terapeutiche più recenti anche in combinazione personalizzata e il coinvolgimento attivo del paziente nel proprio percorso di cura.
Per approfondire
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Chi è il Prof. Gianfranco Parati
Laureato in Medicina e Chirurgia a Milano, specialista in Cardiologia e in Medicina Interna, è Professore Ordinario di Medicina Cardiovascolare all'Università di Milano-Bicocca e Direttore del Laboratorio Sperimentale Ricerche Cardiologiche di Auxologico. Nel 2023 e nel 2024 è stato inserito da Clarivate tra i ricercatori più citati al mondo (Highly Cited Researcher). È Presidente della World Hypertension League.
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Fonti
- Parati G. Achieving Better Hypertension Control in Low- and Middle-Income Settings. JAMA. Pubblicato online 7 ottobre 2026. doi:10.1001/jama.2026.21519
- Morejón Giraldoni AF, Valdés González Y, Benet Rodríguez M, et al. Hypertension management and control in Cienfuegos, Cuba. JAMA. Pubblicato online 7 ottobre 2026. doi:10.1001/jama.2026.19916
- World Health Organization. Global Report on Hypertension 2025: High Stakes—Turning Evidence Into Action. 2025.
- World Health Organization. HEARTS: Technical Package for Cardiovascular Disease Management in Primary Health Care. 2020.
- Moran AE, Gupta R. Implementation of Global Hearts hypertension control programs in 32 low- and middle-income countries. J Am Coll Cardiol. 2023;82(19):1868-1884. doi:10.1016/j.jacc.2023.08.043