Pratica sport senza dolori con il test del cammino e della corsa
Pubblicato il 31/12/2025 - Aggiornato il 12/01/2026
Sono sempre stato uno sportivo: ho fatto calcio per vent’anni, poi solo corsa, poi ho aggiunto il ciclismo, e adesso anche il nuoto. Come avrà capito l’obiettivo è il triathlon.
Paolo è prossimo ai 50 anni. Professionista indipendente, ogni giorno raggiunge il suo studio milanese da Lodi. A casa lo aspettano 4 figli che praticano tutti discipline a livello agonistico. Lo sport è un affare di famiglia.
Capita però che anche le persone più allenate possano farsi male ed è quello che è successo a Paolo. Durante le sessioni di corsa inizia a sentire un polpaccio dolorante e chiede un consulto al Dott. Antonio Robecchi Majnardi, Fisiatra e Direttore dell’Unità Operativa di Medicina Riabilitativa Ambulatoriale Lombardia. In Auxologico Meda Riabilitazione il Test del cammino e della corsa Walker View permette di analizzare la locomozione su un tapis roulant che non è un semplice “tappeto a rullo”.
Due telecamere, una digitale e una a infrarossi in 3D, acquisiscono il comportamento del busto, delle braccia e delle gambe durante il cammino e la corsa. Ai piedi inoltre vengono applicati dei sensori per “leggere” le accelerazioni date dalle caviglie e la frequenza cardiaca viene monitorata da un cardiofrequenzimetro.
Tra i molti dati che vengono raccolti ci sono:
- tempi di appoggio;
- lunghezza del passo;
- rotazioni articolari della caviglia;
- movimenti del ginocchio e dell’anca;
- spostamento verticale del centro di gravità.
Il percorso di cura di Paolo non si esaurisce qui. L’avvio è la valutazione specialistica fisiatrica, che mette in luce una asimmetria posturale. Poi, per formulare una diagnosi definitiva, al Test del cammino e della corsa vengono affiancate le indagini radiografiche per realizzare l'approccio multidisciplinare e personalizzato caratteristico di Auxologico. Il Dott. Robecchi Majnardi spiega che:
Paolo era già a prima vista un atleta amatoriale di alto livello, apparentemente a posto! Tuttavia, il ripetersi di un medesimo infortunio, a distanza di breve tempo e sempre nella stessa sede non poteva essere casuale. Serviva una valutazione più approfondita per capire cosa, nel gesto sportivo essenziale e ripetitivo della corsa, determinasse un sovraccarico selettivo del gemello mediale di sinistra. Una osservazione più attenta ha messo in mostra una asimmetria posturale che partiva dall’appoggio dei piedi, caratterizzati da un diverso grado di pronazione, molto più marcata a sinistra. Questa osservazione è stata confermata dagli esami strumentali e la prescrizione di plantari personalizzati era la scelta giusta per ridare a Paolo sicurezza nella corsa e margine per riportare le sue performance al top.
Ho tardato ad acquistare i plantari e le scarpe indicate dal Dott. Robecchi Majnardi e nel frattempo ha iniziato a farmi male di nuovo lo stesso punto del polpaccio. Da quando li uso, invece, e seguo un riscaldamento specifico per le mie gambe indicato dal team di Auxologico, sono tornato ad allenarmi come prima. L’obiettivo che mi sono dato è la maratona di Berlino.
Per dirla tutta, la maratona di Berlino è uno degli obiettivi di Paolo. Con la sua squadra di Triathlon vuole preparare sia le gare chiamate “sprint”, cioè 750 metri a nuoto, 20 chilometri in bici e 5 chilometri di corsa, sia le gare “olimpiche”, con 1,5 chilometri a nuoto, 40 chilometri in bici e 10 chilometri di corsa.
Come si arriva a queste prestazioni senza essere degli sportivi professionisti, ma amatori molto determinati? Paolo ha scelto di farsi seguire da un coach e rispetta una tabella ferrea: sveglia alle 6.20, tre o quattro mattine a settimana sono per il nuoto; una bici con i rulli, a casa, lo vede in sella per un’ora e un quarto per due o tre volte alla settimana; almeno due giorni vengono dedicati alla corsa. Più giorni alla settimana i turni di allenamento sono doppi. Il week-end è sia per l’allenamento sia per i figli, che vanno accompagnati alle competizioni sportive.
Gli abbiamo chiesto di spiegare perché lo sport è così centrale nella sua vita e in quella dei suoi ragazzi.
Il rischio che i miei figli non socializzino, che si dedichino solo alla vita digitale e si chiudano in loro stessi è il mio incubo più grande. Lo sport, e lo sport di squadra in particolare, sono per me elementi basilari per la salute e la formazione.
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