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Crioterapia

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Crioterapia

A cura di

Prof. Paolo Capodaglio

Direttore U.O. Riabilitazione Osteoarticolare - Auxologico Piancavallo

Direttore U.O. Medicina Riabilitativa - Piancavallo - Auxologico Piancavallo

Direttore Servizio Fisioterapia - Piemonte

I BENEFICI DEL FREDDO: CURARE CON LA CRIOTERAPIA

I benefici del freddo sono noti fin dall’antichità ma quali siano esattamente le patologie che si possono curare attraverso l’esposizione ripetuta alle basse temperature e come massimizzare l’efficacia di questo tipo di terapie, sono risposte per le quali gli studi sono ancora in corso.

Proprio su di questi sta portando avanti una ricerca l’equipe del prof. Paolo Capodaglio Direttore U.O. Medicina Riabilitativa - Piancavallo - Auxologico Piancavallo e Professore Associato di Medicina Fisica e Riabilitazione all’Università di Torino. 

QUALI SONO I BENEFICI DEL FREDDO?

Il freddo ha un noto effetto antalgico, antinfiammatorio e antiedemigeno, ovvero sgonfia i tessuti. In campo sportivo viene infatti utilizzato da tempo per consentire il recupero delle prestazioni degli atleti in tempi più rapidi, ad esempio a seguito di una lesione da gioco, per sindromi affaticamento post esercizio, tendinopatie, pubalgie.

Tra gli effetti dell’esposizione al freddo ve ne sono però diversi altri meno noti rispetto a quelli tipicamente utilizzati in ambito sportivo.

Sappiamo oggi che il freddo ha un effetto terapeutico nell’alleviare sintomi in pazienti reumatologici, fibromialgici, con disturbi del sonno o sindromi depressive, ed in generale in soggetti con problematiche di dolori degenerativi articolari, patologie muscolo scheletriche infiammatorie o neurologiche come la sclerosi multipla o il morbo di Parkinson, patologie metaboliche come il diabete e l’obesità.

Bisogna tenere presente che in pazienti con obesità, diabete e problemi metabolici viene solitamente riscontrato uno stato di bassa infiammazione cronica, che è alla base di molte malattie associate che questi pazienti possono sviluppare, tra cui quelle cardiovascolari, quelle articolari e diversi tipi di cancro. Il freddo inoltre aumenta la termogenesi, ovvero il dispendio energetico delle cellule adipose: stare al freddo fa infatti aumentare la quantità di energia che consumiamo, facendoci bruciare calorie per preservare l'equilibrio termico. Alle basse temperature diventa più attivo il cosiddetto “grasso bruno”, che attinge alle riserve di grasso dell’organismo per produrre calore: cioè, il freddo stimola le cellule adipose “bianche” a diventare “brune” con una maggiore capacità di bruciare energia.

QUALI MACCHINARI VENGONO UTILIZZATI?

Oltre alle vecchie immersioni in acqua fredda o ghiaccio, disponiamo oggi di due tipi di macchinari che possono generare temperature molto basse e fornire “dosi di freddo” quantificate: le criosaune e le criocamere.

Nella criosauna il corpo è immerso in fumi di nitrogeno ma la testa rimane fuori. Nella criocamera invece il corpo è coinvolto completamente, cosa non secondaria perché testa e collo sono molto innervati e quindi gli effetti sul sistema nervoso autonomo sono importanti.

COME AVVIENE UN TRATTAMENTO?

Uno degli aspetti che stiamo studiando è proprio capire come possa cambiare la reazione dell’organismo a seconda del tempo di esposizione e della temperatura. Ad oggi, vengono prescritte convenzionalmente sedute di circa due - tre minuti a temperature comprese tra i -110° e i -140°, a seguito delle quali la temperatura corporea superficiale si riduce anche di 15 gradi a seconda delle zone del corpo, mentre la temperatura interna non ha mutazioni significative.

CURARE COL FREDDO: IL PROGETTO EUROPEO GUIDATO DA AUXOLOGICO

Gli effetti del freddo sono risaputi dall’antichità. Gli antichi romani ad esempio erano soliti fare dei bagni nei fiumi freddi per ritemprarsi dopo le battaglie. Il primo apparecchio di crioterapia fu costruito in Giappone nel 1979 dal Professor Yamauchi per la cura dell’artrite reumatoide.

Oggi ci sono molte esperienze al mondo sugli effetti del freddo ma in ambito medico la letteratura scientifica su questo argomento sta crescendo solo negli ultimi anni. Quel che vogliamo studiare è come la terapia del freddo ripetuta possa essere utilizzata in relazione ad alcune patologie a complemento delle terapie tradizionali. 

Un progetto europeo guidato da Auxologico che prevede la collaborazione con due università europee, l’Università di Poitiers in Francia e l’Università di Poznan in Polonia, è volto a studiare gli effetti meno noti del freddo, come quelli sul metabolismo, sull’asse ormonale, sul dolore, sul sonno ed i sintomi depressivi.

Stiamo inoltre andando a misurare ulteriori effetti come cambia l’ossigenazione del muscolo e del cervello dopo crioterapia e se con le sedute in criocamera si riduca lo stato infiammatorio che apporta danno all’osso.

Vogliamo poi arrivare a determinare quale possa essere il protocollo personalizzato - in termini durata del trattamento, frequenza, temperatura - in relazione alle singole caratteristiche specifiche del paziente. Ad esempio il trattamento personalizzato si potrà calibrare - in caso di persona con problemi metabolici - in relazione al peso ed alla composizione corporea.  

COME SI SVOLGE LA CRIOTERAPIA?

Il trattamento di crioterapia si svolge nella criocamera a temperatura impostata tra i -110° e i - 140° per una durata variabile tra i 2 e i 3 minuti, sulla base di indicazioni cliniche. 

Il paziente entra nella criocamera con zoccoli, calzari, pantaloncino, maglietta, paraorecchie, guanti e mascherina. Un operatore è sempre presente durante il trattamento

Si tratta di cicli di 10 o 20 sedute, a seconda delle indicazioni cliniche.

In collaborazione con Letizia Palmisano, giornalista

CRIOTERAPIA IN AUXOLOGICO PIANCAVALLO

Questa terapia viene svolta presso Auxologico Piancavallo ed è riservata ai pazienti degenti presso i reparti riabilitativi con patologie reumatologiche, metaboliche e neurologiche.
In futuro sarà disponibile anche come servizio solvente.

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Oltre 60 anni di
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16 sedi in
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