Cardioversione

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 Cardioversione

A cura di

Dott. Mario Facchini

Direttore U.O. Riabilitazione Cardiologica - Auxologico San Luca

Articolo realizzato in collaborazione con Clorofilla-Editoria Scientifica

CHE COS’È LA CARDIOVERSIONE?

La cardioversione è una procedura terapeutica utilizzata per regolarizzare il ritmo cardiaco ripristinando il normale ritmo sinusale in caso di aritmie di varia natura prevalentemente fibrillazione e flutter atriale.

COME VIENE EFFETTUATA LA CARDIOVERSIONE?

La cardioversione viene effettuata tramite uno strumento (defibrillatore) che trasmette una scossa elettrica al cuore (cardioversione elettrica esterna) oppure attraverso la somministrazione di farmaci anti-aritmici per via endovenosa (cardioversione farmacologica) per ripristinare il ritmo sinusale, in particolare bloccanti dei canali sodio (classe I), o bloccanti dei canali del potassio (classe III).

La cardioversione elettrica viene spesso confusa con la defibrillazione, ma sono due procedure diverse. La defibrillazione, infatti, viene praticata perlopiù in condizioni di emergenza, in caso di arresto cardiaco per fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso.

NORME DI PREPARAZIONE

La cardioversione elettrica non richiede particolare preparazione, salvo il completo digiuno dalla sera precedente.

CONTROINDICAZIONI E RISCHI DELLA CARDIOVERSIONE

La cardioversione elettrica è generalmente ben tollerata anche da pazienti anziani e non è pericolosa. Non è controindicata nei pazienti con pacemaker o defibrillatori impiantabili.

Le controindicazioni sono legate all’anestesia totale necessaria per la cardioversione elettrica esterna, per evitare al paziente il dolore e la sensazione della scossa elettrica al cuore.

I rischi della procedura sono minimi e le complicanze rare. Può provocare bruciature sulla pelle nella zona di applicazione degli elettrodi nel caso della cardioversione elettrica esterna e un abbassamento temporaneo della pressione sanguigna. In seguito al trattamento può instaurarsi un ritmo cardiaco anormale.

Se all’interno del cuore (atrio sinistro) sono presenti coaguli di sangue (trombi), in seguito alla scossa potrebbero distaccarsi e spostarsi in altri distretti, provocando embolie. Per questo motivo la cardioversione elettrica è preceduta dalla esecuzione di un ecocardiogramma transesofageo e da una terapia con farmaci anticoagulanti.

LA CARDIOVERSIONE ELETTRICA

    La cardioversione elettrica viene impiegata nei casi in cui uno shock elettrico può interrompere un’aritmia e riportare il cuore a battere con regolarità.

    Trova indicazione nelle tachicardie ventricolari, nella fibrillazione atriale e nei flutter atriali (impulsi molto rapidi che provocano una contrazione veloce delle camere superiori del cuore).

    QUALI TIPI DI CARDIOVERSIONE ELETTRICA ESISTONO?

    Esistono due tipi di cardioversione elettrica:

    • interna: l’impulso elettrico viene trasmesso al cuore attraverso appositi cateteri inseriti in vena e guidati fino al cuore sotto controllo radiologico (usata molto raramente, nel caso che la cardioversione esterna non sia stata efficace);
    • esterna: la scossa arriva dagli elettrodi applicati sul torace. E’ quella prevalentemente utilizzata.

    COME SI PRATICA LA CARDIOVERSIONE ELETTRICA?

    La cardioversione elettrica esterna ha una durata di pochi minuti, si esegue in ambiente ospedaliero, in regime di day hospital o con ricovero, con anestesia generale. Una volta sedato il paziente, il medico applica gli elettrodi sul torace e attiva la stimolazione elettrica. 

    La cardioversione elettrica interna, o endocavitaria, si svolge in stato di leggera sedazione. Dopo aver anestetizzato il punto di accesso, si inseriscono in vena appositi cateteri che vengono posizionati sotto controllo radiologico dentro al cuore per dare la stimolazione elettrica.

    A trattamento terminato, in entrambi i casi il paziente resta sotto osservazione per alcune ore.

    LA CARDIOVERSIONE ELETTRICA È DOLOROSA?

    La cardioversione elettrica esterna non è dolorosa, in quanto effettuata in anestesia generale. Nella cardioversione elettrica interna il paziente avverte una leggera sensazione di “colpo” al petto quando viene applicata la scossa elettrica.

    TEMPI DI RECUPERO

    La convalescenza dopo la cardioversione elettrica non richiede precauzioni particolari e si può tornare velocemente (24 ore) alle attività quotidiane, salvo diversa indicazione del medico.

    È importante seguire scrupolosamente la terapia di mantenimento prescritta (farmaci anticoagulanti e se necessario anti-aritmici).

    Per evitare recidive è utile adottare uno stile di vita sano: ridurre lo stress il più possibile, eliminare fumo e alcol, mantenere una attività fisica regolare.

    L'INTERVENTO DI CARDIOVERSIONE È RISOLUTIVO?

    Generalmente la cardioversione è risolutiva e regolarizza il ritmo cardiaco. Se l’aritmia si ripresenta si può ripetere la cardioversione elettrica più volte.

    Se la cardioversione elettrica o farmacologica non funziona nel controllo delle aritmie, in particolare della fibrillazione atriale episodica, si può ricorrere alla strategia ablativa: l’ablazione transcatetere permette (con varie tecniche) di eliminare piccole porzioni di tessuto cardiaco responsabili della fibrillazione atriale.

    CARDIOVERSIONE IN AUXOLOGICO

    La Cardioversione viene effettuata presso l’Unità di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) dell’Ospedale San Luca, dotata di uno staff medico e infermieristico dedicato e altamente specializzato e delle migliori tecnologie. 

    INFORMAZIONI

    Per informazioni: 02 61911 2660 - 02 61911 2127
    uff.ricoverisanluca@auxologico.it