Vaccini: le indicazioni per le persone ipertese

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Dott. Martino Pengo

Staff U.O. Cardiologia - Auxologico San Luca

Prof. Gianfranco Parati

Direttore Direzione Scientifica - Centro di Ricerche

Direttore U.O. Cardiologia - Auxologico San Luca

Direttore U.O. Unita di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) - Auxologico San Luca

Direttore U.O. Laboratorio di Cateterismo - Auxologico San Luca

Prof. Grzegorz Bilo

Staff U.O. Cardiologia - Auxologico San Luca

Le persone ipertese hanno maggiori rischi e controindicazioni nell'effettuare il vaccino anti-covid? Esiste un vaccino più indicato di altri? A queste e ad altre domande ha risposto il Dott. Martino Pengo, medico del Centro Ipertensione di Auxologico San Luca, specialista in medicina interna e ricercatore.

1. PER LE PERSONE IPERTESE, C'È QUALCHE RISCHIO O CONTROINDICAZIONE RISPETTO ALLA VACCINAZIONE ANTI COVID-19?

No, i pazienti ipertesi che siano in terapia farmacologica o meno, non presentano alcuna controindicazione alla vaccinazione anti SARS-CoV-2.

Inoltre non vi è alcuna evidenza che i pazienti ipertesi che sono stati sottoposti a questo vaccino negli studi registrativi abbiano avuto maggiori effetti collaterali rispetto ai pazienti non ipertesi.

2. TRA I VARI VACCINI DISPONIBILI, NE ESISTE UNO PIÙ INDICATO?

No, i vaccini anti SARS-CoV-2, pur essendo strutturalmente diversi tra di loro, allo stato attuale delle conoscenze presentano un profilo di sicurezza simile e pertanto non esiste un vaccino da preferire per la popolazione di soggetti affetti da ipertensione arteriosa

3. LE PERSONE IPERTESE, HANNO MAGGIORI PROBABILITÀ DI CONTRARRE IL CORONAVIRUS?

Quello che sappiamo al momento è che il coronavirus si serve di particolari recettori, chiamati ACE2, che sono coinvolti anche in meccanismi di regolazione cardio-vascolare.

Anche i farmaci per l’ipertensione agiscono sul recettore ACE2.

È stato suggerito che i soggetti ipertesi possano essere più a rischio di infezione da SARS-CoV-2 proprio per l'elevata espressione di questo recettore ACE2.

Tuttavia un ruolo diretto dell'ipertensione arteriosa come fattore di rischio per elevata suscettibilità all'infezione da SARS-CoV-2 non è stato dimostrato; anzi la maggior parte degli studi disponibili non mostra alcun effetto negativo dei farmaci antiipertensivi. 

Addirittura, studi recenti suggeriscono che questi farmaci siano protettivi nel ridurre la mortalità, soprattutto nei pazienti anziani.

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4. SE LO CONTRAGGONO RISCHIANO MAGGIORI COMPLICANZE?

I pazienti fragili sono a rischio maggiore se contraggono il COVID-19. 

In questo contesto, alcuni studi hanno evidenziato come l'ipertensione arteriosa possa essere considerata uno dei fattori di rischio per lo sviluppo di complicanze legate all'infezione da SARS-CoV-2.

Tuttavia, non è il solo. Infatti nello studio ITALICO (DOI: 10.3389/fcvm.2020.585866), uno studio osservazionale italiano a cui hanno partecipato 56 centri tra cui Auxologico, la presenza di diverse comorbidità era associata in maniera indipendente alla mortalità.

Quindi, semplificando, un soggetto iperteso senza altre patologie ha un rischio inferiore di sviluppare complicazioni da COVID-19 rispetto ad un soggetto di pari età e sesso, affetto da ipertensione arteriosa e altre patologie come diabete, cardiopatia ischemica o broncopneumopatia.    

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