Uno studio sulla percerzione del rischio di contagio del Covid-19

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Dott.ssa Barbara Poletti

Responsabile Centro Neuropsicologia - U.O. Neurologia e Stroke Unit - Auxologico San Luca

Parliamo con la Dott.ssa Barbara Poletti, Responsabile del Centro del Neuropsicologia della U.O. di Neurologia e Stroke Unit, di come viene percepito il rischio di contagio di Covid-19.

La Dott.ssa Poletti ha condotto uno studio in collaborazione con il Centro Ravelli-Università degli Studi di Milano-Ospedale San Paolo, con l'Università degli Studi di Bergamo e con il team di psicologhe dell’Istituto Europeo di Oncologia.

Perché assistiamo a comportamenti tanto diversi? Perché alcuni riescono a rispettare le regole per contenere il contagio, mentre altri no?

Tramite la compilazione di un questionario on-line è stato messo a punto un protocollo per indagare i fattori psicosociali che influenzano la percezione del rischio nel contesto dell’attuale emergenza sanitaria. 

Ti andrebbe di compilare il questionario anonimo che ci permetterà di capire come promuovere l’adozione di comportamenti precauzionali riducendo la diffusione del contagio del Covid-19?

La compilazione richiede circa 15 minuti. trattandosi di uno studio scientifico, richiede la valutazione di diversi fattori.

COMPILA IL QUESTIONARIO

I COMPORTAMENTI PER CONTENERE IL CONTAGIO

Coma sappiamo, la drammatica diffusione di Covid-19 ha reso necessaria l'adozione di specifici comportamenti finalizzati ad arginare il contagio.

La misura in cui ogni persona aderisce a questi comportamenti precauzionali influenza quindi in modo determinante la riuscita del contenimento del virus.

La percezione del rischio costituisce un elemento chiave nel determinare se, e in che misura, un individuo si comporterà in modo da tutelare la propria salute (e quella degli altri).

Di conseguenza, la comprensione dei fattori che influenzano il rischio percepito è fondamentale per poter promuovere una percezione verosimile e favorire un’adeguata aderenza alle misure di prevenzione

Pertanto, lo studio della percezione del rischio ha un’importante ricaduta pratica.

Infatti, un contenimento del contagio più efficace determinerebbe non solo un significativo risparmio in termini di salute e vite umane, ma anche di risorse messe in atto dal Sistema Sanitario Nazionale per fronteggiare l’emergenza.

Sulla base di studi precedenti, sappiamo che il rischio percepito è determinato da due componenti: la percezione della probabilità di essere contagiati, ossia la vulnerabilità individuale, e la percezione di gravità della patologia.

Inoltre, studi svolti durante epidemie simili a quella attuale (ad esempio, SARS, MERS, Influenza suina, Influenza aviaria) hanno dimostrato come la percezione del rischio sia influenzata da numerose altre variabili, come: 

  • età;
  • scolarità;
  • sesso;
  • stress psicologico e stato di salute;
  • autoefficacia;
  • personalità; 
  • adeguatezza delle informazioni ricevute.

Tuttavia, il gruppo di ricerca ha ipotizzato che anche altri aspetti come le strategie adottate per fronteggiare situazioni problematiche (coping) adottate, la tendenza ad attribuire ciò che accade a sé piuttosto che a cause esterne (locus of control), e le dinamiche relazionali possano influenzare la percezione del rischio.

Pertanto, lo scopo di questo studio è ampliare la conoscenza dei fattori psicosociali che influenzano la percezione del rischio, e la relativa messa in atto di comportamenti preventivi, nel contesto dell’attuale pandemia di Covid-19.

I risultati di questa ricerca potranno infatti fornire importanti indicazioni rispetto a come promuovere un’efficace comunicazione del rischio, identificando anche quei gruppi su cui, eventualmente, intensificare lo sforzo comunicativo. 

I RISULTATI DELLA RICERCA 

I risultati preliminari fino ad ora raccolti su un campione di 624 partecipanti sembrano incoraggianti, e in linea con quanto osservato nel contesto di altre epidemie virali.

Ad esempio, si osserva una maggiore preoccupazione e percezione di gravità relativa a Covid-19 nelle donne rispetto che negli uomini.

Inoltre, persone con un livello di educazione meno elevato sembrano avere maggiore preoccupazione.

D’altra parte, una maggiore percezione di autoefficacia nell’adottare misure preventive si associa ad una maggiore percezione di gravità della patologia ma, al tempo stesso, ad una minore percezione di vulnerabilità individuale.

Infine, è significativo il fatto che coloro che presentano una maggiore preoccupazione, maggiore percezione di vulnerabilità e hanno una maggiore percezione di gravità di Covid-19 sono coloro che presentano una maggiore sintomatologia post-traumatica, ansiosa e depressiva.

Nondimeno l'aver avuto sintomi riconducibili a Covid-19 sembra essere associato ad una maggiore percezione di vulnerabilità individuale.

IL CENTRO DI NEUROPSICOLOGIA DI AUXOLOGICO

L’attività clinica e di assistenza del Centro Neuropsicologia, afferente all'Unità Operativa di Neurologia e Stroke Unit dell'Ospedale San Luca, è mirata sia alla diagnosi sia alla cura di un ampio spettro di alterazioni cognitive, emotive, comportamentali e personologiche.