Memoria e falsi ricordi

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Dott.ssa Barbara Poletti

Responsabile Centro Neuropsicologia - U.O. Neurologia e Stroke Unit - Auxologico San Luca

CHE COS'È LA MEMORIA E COME FUNZIONA?

Siamo abituati a pensare alla nostra memoria come a un magazzino.

In realtà la memoria, anzi le "memorie", non sono un deposito statico di tutti i nostri ricordi.

Si tratta invece di un sistema dinamico molto complesso che risente di molteplici fattori, interni ed esterni: attenzione, emozioni, alimentazione, se siamo più o meno riposati, se siamo più o meno stressati, se abbiamo assunto sostanze che agiscono direttamente sulla chimica del nostro cervello, come alcol e droghe.

Del resto, fa parte dell’esperienza comune di tutti noi constatare che la memoria non funziona sempre allo stesso modo: riusciamo a memorizzare meglio e soprattutto a richiamare ciò che abbiamo acquisito ad esempio con lo studio, di una materia o una nuova lingua, se siamo giovani studenti. Allenati allo studio quotidiano, magari di ore e ore.

Abbiamo maggiori difficoltà se siamo adulti, non più allenati alla memorizzazione di quando eravamo studenti, con l’aggravante di essere magari stanchi e stressati da problemi di vario tipo, familiari, lavorativi, o addirittura entrambi.  

Le memorie (semplificando: a “breve termine” e a “lungo termine”) , come abbiamo detto, sono strettamente dipendenti dal nostro cervello, da alcune aree del nostro cervello, quali possono essere, sempre per semplificare, l’ippocampo (acquisizione di nuove informazioni e trasferimento alla memoria secondaria) e l’amigdala (ruolo delle emozioni, positive e negative, nel “sedimentare” le informazioni).

Ma al di là delle specifiche aree riconosciute come determinanti nell’apprendimento e nella memorizzazione, possiamo dire che “tutto” il nostro cervello concorre a un buono o cattivo funzionamento delle nostre memorie.

IL CATTIVO FUNZIONAMENTO DELLA MEMORIA

E quando, possiamo avere un cattivo funzionamento delle nostre memorie? Quando, ad esempio, siamo molto stressati o depressi.

Questi stati, interferendo con la biochimica cerebrale, alterano anche il funzionamento delle nostre memorie.

Altrettanto si può dire rispetto all’invecchiamento: il cervello invecchia come ogni organo del nostro corpo. Può andare incontro ad alterazioni della circolazione sanguigna, come le ischemie, a veri e propri traumi “interni” come l’ictus, o malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. 

LE FALSE MEMORIE

Quelle che chiamiamo “false memorie” o “falsi ricordi”, cioè le memorie di qualcosa che non è mai avvenuto, possono appunto manifestarsi più frequentemente in corrispondenza di alterazioni o malattie cerebrali. Ma le “false memorie” fanno parte anche della vita normale, della nostra vita di tutti i giorni.

A volte, ad esempio, la gente racconta di essere già stata in un certo luogo senza mai averlo visto, o di provare la sensazione di avere già vissuto una certa situazione (esperienze che si è soliti definire, dal francese, déjà vu e déjà vécu).

Come si spiegano?

Come abbiamo detto le emozioni giocano un ruolo fondamentale, determinante nell’acquisizione e nell’immagazzinamento delle informazioni, quindi certe sensazioni vanno riferite alla emozioni che ci suscitano, magari simili a qualcosa che abbiamo provato in altri contesti.

Studiare le false memorie permette quindi di aggiungere un altro tassello al puzzle costituito da funzionamento del nostro cervello, in salute e in malattia.

DOVE IN AUXOLOGICO

Il Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) si occupa dei problemi di memoria, della diagnosi e del trattamento dei disturbi cognitivi e opera sia a livello ambulatoriale che ospedaliero nelle sedi di Auxologico San Luca e Auxologico Mosè Bianchi.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

PARTECIPA ANCHE TU ALL'INDAGINE DI AUXOLOGICO SU "MEMORIA E RICORDI"!

Alla pagina linkata qui sotto troverai una serie di domande a cui potrai rispondere in pochi minuti. 

I risultati dell'indagine verranno commentati in occasione di Open Night 2018 la sera di venerdì 28 settembre.  

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