Fisiatria o Medicina Fisica e Riabilitativa

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof. Luigi Tesio

Direttore U.O. Riabilitazione Neuromotoria - Auxologico Capitanio

Il Servizio di Medicina Fisica e Riabilitativa di Auxologico, attivo nelle sedi lombarde e piemontesi, propone programmi riabilitativi integrati coordinati dal medico fisiatra che possono comprendere interventi di fisioterapialogopedia, terapia occupazionale, valutazioni neuropsicologiche e altri.

L'accesso ai servizi è possibile sia in regime SSN, oppure privatamente o dietro copertura assicurativa.

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FISIATRIA: CHE COSA È E A CHI SERVE?

La Fisiatria (o più correttamente la Medicina Fisica e Riabilitativa) è una disciplina medico-specialistica e si rivolge ai pazienti che soffrano di difficoltà motorie, cognitive, sfinteriche, “disabilità” a causa delle più varie patologie, in particolare del sistema nervoso e del sistema muscolo-scheletrico.

La Fisiatria non si rivolge primariamente alla malattia-causa. Di regola la diagnosi e il trattamento farmacologico o chirurgico della malattia-causa sono principalmente di competenza di altri specialisti (neurologi, ortopedici, reumatologi, neurochirurghi). Piuttosto, la Fisiatria si occupa delle conseguenze funzionali delle malattie muscolo-scheletriche o nervose, ovvero delle difficoltà che esse creano alle attività della persona e al suo stato psicologico ed emotivo.

DI QUALE MALATTIE SI OCCUPA?

I più frequenti problemi di competenza del fisiatra sono le difficoltà connesse a patologie del sistema muscolo-scheletrico: postumi di protesizzazione di anca o di ginocchio, lombosciatalgie, esiti di traumi, artrosi, malattie infiammatorie articolari. 

Di regola ancor più impegnativi sono i problemi posti da disturbi del linguaggio,  disturbi di deglutizioneincontinenza vescicale, che possono seguire e/o accompagnare una lesione cerebrale, anche dopo l’eventuale trattamento neurochirurgico (per esempio ictus, sclerosi multipla, malattia di Parkinson, tumore o trauma cerebrale, malattie infiammatorie, vascolari, neoplastiche o traumatiche del midollo spinale).

DIAGNOSI E CURE SPECIALISTICHE

La diagnosi fisiatrica riguarderà i meccanismi che portano a una certa disabilità di origine motoria, sfinterica o cognitiva, diversa in ciascuna persona anche a parità di diagnosi di malattia.

Le terapie fisiatriche, specifiche e personalizzate, saranno basate principalmente su forme di esercizio terapeutico e su  terapie fisiche (elettriche, magnetiche, termiche, meccaniche).

Lo specialista può avvalersi delle più varie diagnostiche strumentali e anche di terapie farmacologiche, sia generali (antibiotiche, ormonali, antidolorifiche) sia specificamente neuromotorie (per esempio, tossina botulinica per la spasticità).

FISIATRIA E DOLORE

Il dolore cosiddetto “somatico” (per distinguerlo da quello primitivamente “viscerale”) è molto frequente fra postumi transitori e gli esiti permanenti di patologie dell’apparato muscolo-scheletrico e del sistema nervoso. Anche la diagnosi e la terapia di questo tipo di dolore, talvolta acuto ma più spesso cronico, rientra fra le competenze del Fisiatra. Ancora una volta il fisiatra userà non soltanto farmaci ma anche forme di esercizio terapeutico, manuale o meccanico,  e mezzi fisici (elettrici, magnetici, termici) specifici. Naturalmente, sarà molto frequente la collaborazione con altri specialisti, in particolare con Specialisti in Terapia del Dolore e Reumatologi.

FISIATRIA E NEURORIABILITAZIONE

La Fisiatria è una disciplina unitaria ma è ormai comune parlare di Neuro-riabilitazione per l’insieme di procedure diagnostico-terapeutiche rivolte a pazienti con disabilità di origine neurologica, ovvero causate da lesione del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale), del sistema nervoso periferico (radici spinali, plessi nervosi, nervi) ed anche causate da malattie genetiche o infiammatorie del muscolo (mio-distrofie, miositi).

FISIATRIA: CHI LA PRATICA?

Il Medico Fisiatra (o medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa) può agire da solo molto raramente. La regola è che esso rappresenti la figura di riferimento per un'articolata équipe multi-professionale che comprende figure diverse: infermieri, fisioterapisti, terapisti del linguaggio (logopedisti), terapisti occupazionali, neuropsicologi, assistenti sociali, dietisti. A questi si aggiunge una vasta gamma di medici consulenti con le più diverse specializzazioni. Di regola la Riabilitazione è un lavoro di squadra.

LA CURA O LE CURE?

La “cura” riabilitativa si basa raramente (e praticamente mai in Neuro-riabilitazione) su singole procedure di esercizio o di terapia fisica strumentale, o su singoli farmaci. L’unità inscindibile di prestazione è il “programma” riabilitativo, che prevede diverse procedure, cicli di prestazioni, diversi operatori, precise tempistiche e modalità di integrazione fra procedure e operatori, e accurate misure di efficacia (“outcome”) durante il programma e al suo termine.

Per questo motivo è intrinseca alla cultura riabilitativa l’adozione di misure non soltanto biologiche (come i comuni esami del sangue) ma soprattutto comportamentali, e di varia complessità. Occorre misurare che cosa la persona fa, che cosa potrebbe fare e che cosa percepisce psicologicamente.

Da qui l’utilizzo di una vasta gamma di strumenti: misure di forza, di equilibrio, di velocità e qualità del cammino, di abilità manuale, di ritenzione urinaria, di efficacia e sicurezza nella deglutizione, prestazioni cognitive (linguaggio, attenzione, memoria, orientamento spazio-temporale), efficacia comunicativa, di autosufficienza nella vita quotidiana, di faticabilità, di dolore ecc. 

La diagnosi fisiatrica è sempre una diagnosi-prognosi: occorre un progetto di fondo (il “progetto riabilitativo”, appunto). Occorre adattare realisticamente il programma alle possibilità di recupero della persona, alle sue aspirazioni e motivazioni, ed al contesto che la potrebbe accogliere a fine programma (famiglia, assistenza istituzionale, domicilio, ambiente lavorativo o scolastico, ecc).

AMBULATORIO O RICOVERO?

La scelta del  contesto di cura più appropriato (il setting) gioca una parte importante all’interno del  programma riabilitativo.

Nella maggior parte dei casi  le condizioni generali del paziente e la tipologia di programma sono compatibili con un regime  ambulatoriale, sia pure con diversi  livelli di complessità. In altri casi è indispensabile un ricovero a tempo pieno in una Unità ospedaliera dedicata.

Molto spesso al ricovero segue poi una fase ambulatoriale per perfezionare l’outcome ottenuto in degenza.

FISIATRIA E ALTRE RIABILITAZIONI

Il paziente tipico al quale si rivolge la Fisiatria è definibile come un caso “neuromotorio” (non importa se neurologico, ortopedico, reumatologico).

Questo non esclude che anche pazienti con patologie viscerali, per esempio cardiache  o polmonari, possano avere bisogno di una “logica riabilitativa” nel loro percorso assistenziale.

Si vuole qui intendere un programma di cura molto articolato, comprensivo di procedure di esercizio terapeutico, avente lo scopo di conseguire un outcome funzionale quali la prevenzione del rischio di recidive e di mortalità, l’autonomia al domicilio e/o la massima indipendenza possibile da supporti strumentali (per esempio, ventilazione meccanica, ossigenoterapia). 

Si tratta di pazienti nei quali la diagnosi di malattia-causa è già stata posta (per esempio, infarto miocardico, scompenso cardiaco), eventuali interventi chirurgici sono già stati effettuati (per esempio by-pass aorto-coronarici, sostituzione di valvole cardiache). Tuttavia dopo questi interventi salva-vita i pazienti possono non avere ancora raggiunto un grado di sicurezza e/o di autosufficienza soddisfacenti.

Un programma riabilitativo particolare, nel quale competenze di area internistica, psicologica e fisiatrica interagiscono in altro grado, è quello rivolto a persone con disordini del comportamento alimentare.

Il disordine in sé è primitivamente psicologico e/o dis-endocrino, ma di gravità tale da produrre gravi rischi per la salute e talvolta per la stessa sopravvivenza, e comunque un'importante disabilità anche neuromotoria: è il caso dell’obesità e dell’anoressia.

In tutte queste forme di riabilitazione il medico protagonista di regola è lo specialista “d’organo” (cardiologo, pneumologo, geriatra, dietologo) anche se la presenza indispensabile di un'équipe multidisciplinare (fisioterapista, psicologo, dietista ecc.) e la logica di progetto-programma, rendono queste “riabilitazioni” affini alla riabilitazione propriamente Fisiatrico-neuromotoria

FISIATRIA, RIABILITAZIONE, RICERCA

La Fisiatria (e in generale la Riabilitazione) per molti decenni ha avuto un'immagine prevalentemente assistenziale, fortemente debitrice per i suoi successi e i suoi progressi alle scienze di base o alle discipline “affini” come Ortopedia e Neurologia. 

In anni recenti, tuttavia, si sta affermando rapidamente la sua immagine come settore di ricerca autonomo e di avanguardia. La ricerca in riabilitazione non punta alla scoperta di nuovi agenti patogeni (microorganismi, alterazioni genetiche, infiammatorie o degenerative, fattori ambientali) ma alla realizzazione di nuove tecniche di esercizio terapeutico (motorio, sfinterico, cognitivo), di nuovi mezzi fisici strumentali, e alla realizzazione di metodi di misura delle prestazioni della persona, sia strumentali, sia basati su sofisticati questionari quantitativi.

Fra i temi di punta di questa ricerca specifica, fortemente integrata con l’attività assistenziale, si possono citare la sperimentazione di tecnologie di esercizio innovative, dall’esercizio di forza isocinetico all'immersione in realtà virtuale, le nuove tecniche di stimolazione elettrica e magnetica cerebrali non invasive, l’analisi strumentale del movimento e in particolare dell’equilibrio e del cammino, l’interazione fra esercizio motorio e cognitivo.

Si tratta di una ricerca in continua crescita e fortemente “traslazionale”. Questo termine descrive il fatto che la ricerca si pone come obiettivo principale l’applicazione delle più avanzate conoscenze offerte dalle scienze di base (fisica, chimica, neurofisiologia, biomeccanica) e dalla bioingegneria a problemi clinico-terapeutici concreti. Non a caso, i laboratori sono immersi nell’ambiente ospedaliero, dal quale traggono ispirazione e sostegno.

Il Servizio di Medicina Fisica e Riabilitativa