Diagnostica durante il coronavirus: quando si può, quando si deve

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Dott. Franco Cernigliaro

Direttore Servizio Diagnostica per Immagini

Nonostante le maggiori risorse mediche vengano oggi assorbite dalla lotta contro il nuovo coronavirus, la diagnostica per immagini di tutte le altre malattie non può arrestarsi, anche perché oramai abbiamo capito che ci sarà un lungo periodo in cui dovremo imparare a convivere con il COVID-19.

Senza contare che molto spesso proprio le altre malattie, le comorbilità - cioè patologie presenti insieme a quella presa in considerazione - costituiscono fattori che aggravano a volte fatalmente la sindrome da Sars-Cov-2.

QUALI SONO GLI ESAMI CHE DOBBIAMO CONTINUARE A FARE?

Ma quali sono gli esami che dobbiamo continuare a garantire in questo periodo di lockdown?

Sicuramente tutti quegli esami che vengono prescritti dal medico di medicina generale in categoria U, cioè da eseguirsi al massimo entro le 72 ore, o in categoria B, cioè da eseguire al massimo entro i 10 giorni.

Ma il vero concetto che deve guidare il medico prescrittore è quello dell’esame diagnostico che può modificare l’indirizzo terapeutico della malattia già accertata o presunta, con la valutazione del bilancio tra il rischio di contagio a cui si espone il paziente e il  beneficio che si può trarre dall’esecuzione di una indagine diagnostica.

Viene posta particolare attenzione alla sicurezza dell ‘utente e dell’operatore sanitario per impedire la diffusione del contagio: vengono adottati protocolli per l’accesso alle strutture e alle diagnostiche per gli utenti e gli operatori sanitari (controllo dello stato di salute e della febbre), viene applicato il distanziamento individuale, un'attenta igiene delle mani e la sanificazione delle apparecchiature.

Ma vediamo degli esempi concreti che ci possono aiutare nel decidere se eseguire o meno un esame diagnostico in questo periodo.

ECOGRAFIA

L'ecografia è una metodica irrinunciabile anche se tra quelle che più ci espone al rischio del contagio, tuttavia le corrette procedure ci possono permettere di lavorare in sicurezza. L’indagine andrà eseguita nelle sintomatologie addominali acute: può essere necessaria ad esempio nelle infezioni delle vie urinarie o nel follow oncologico in particolare in pazienti reduci e in programma di chemioterapia.

MAMMOGRAFIA

La mammografia è un esame per la diagnostica precoce del tumore al seno. Andrà sempre eseguita in presenza di dubbi o sintomi quale la comparsa di un nodulo, secrezione ematica dal capezzolo, alterazione della cute o tumefazioni del cavo ascellare. In particolare dovrebbero continuare i controlli le pazienti a rischio familiare o le donne in follow up per la malattia.

TC E RM

TC e RM solitamente sono esami le cui indicazioni prevedono una risposta “importante” nell’ambito della malattia oncologica ma anche neurologica e quindi il loro apporto risulta spesso irrinunciabile.

Meno rilevanti e quindi da procrastinare esami  RM o radiografici relativi a patologia articolare legati a traumi minori o a malattia degenerative come l’artrosi come anche i follow up di patologie benigne come noduli tiroidei, angiomi e cisti, calcoli renali o biliari asintomatici.

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NON TRASCURARE LA DIAGNOSI

In sintesi quindi non dobbiamo trascurare la diagnosi e la sorveglianza delle altre malattie. Importante sarà quindi la valutazione del medico prescrittore, considerando che l’esame potrà essere eseguito in sicurezza sia per l’operatore sanitario, sia per l’utente.

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