Cambiare abitudini: un esercizio di pazienza

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof.ssa Daniela Mari

Staff Servizio Geriatria

In queste mattine di primavera ricordo come mi piaceva attraversare velocemente il parco dietro casa per andare al lavoro, con frotte di studenti che chiacchieravano al sole, prima di arrivare a destinazione.

In questi giorni, in cui le autorità sanitarie regionali ci invitano a stare a casa, una nuova Circolare del Ministero dell’Interno sembrava permettere di uscire ad anziani e bambini accompagnati. È stato definitivamente confermato che invece bisogna restare a casa.  Questa regola, non è un castigo, ma è una protezione per ciascuno di noi, per i nostri cari e per tutta la popolazione.

Vedo passare in strada ancora troppe persone e spesso, le stesse tutti i giorni, in età geriatrica.

CAMBIARE LE PROPRIE ABITUDINI

È sicuramente difficile cambiare le proprie abitudini, recarsi all’edicola per comprare i giornali e chiacchierare qualche minuto, andare in Farmacia, acquistando un farmaco per volta, andare a fare una piccola spesa giornaliera invece di una settimanale, specialmente per chi vive da solo o vuole evadere da una convivenza forzata così lunga… Quando dobbiamo proprio uscire, mettiamo la mascherina, manteniamo la distanza di 1 metro e mezzo e raduniamo tutte le commissioni in uno stesso giorno.

Purtroppo però per salvaguardare noi e i nostri cari dal contagio di questo nuovo coronavirus, l’unica certezza è quella di evitare al massimo possibile i contatti sociali. Anche alla vicina di una vita che vorrebbe bere un caffè con noi, bisogna saper dire di no.

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Mi ha molto colpito la lettera di un’infermiera al Sindaco del suo paese (pubblicata dal giornale La Stampa), che descrive le sue giornate lontano da casa, in mezzo a malati isolati perché positivi al virus e drammi umani complessi a cui deve dare risposte al di là di quelle sanitarie. La sua conclusione, una volta rientrata a casa, va meditata: “Tornata a casa apri Facebook. Lamentele ovunque… Quanta ignoranza, quanti pochi problemi ha la gente, ma su una cosa ancora siamo fortunati: ci saranno state negate delle cose, dovremmo anche fare sacrifici, ma almeno noi abbiamo ancora la dignità, un diritto che il Covid-19 ti toglie, senza poterti lamentare”.

UN ESERCIZIO DI PAZIENZA

Questa crisi sta diventando per tutti una lunga maratona, che mette a prova la nostra pazienza. Come esercitarla? Cerchiamo di organizzare le nostre giornate, mantenendo linde le nostre case, ma senza stancarci troppo: una stanza per volta, un ambito per volta.

Vestiamoci sempre come se dovesse arrivare qualcuno, anche se con indumenti che non richiedano lunghe sedute di stiro. Cuciniamo in maniera adeguata, tenendo conto della poca attività fisica giornaliera, sperimentando qualche nuova ricetta e scambiandola (telefonicamente) con amici.  Se sappiamo o sapevamo fare in gioventù qualche attività creativa, riprendiamola.

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Leggiamo i libri che ci hanno regalato e che sono ancora intonsi. Consultiamo la nostra rubrica telefonica e facciamo oltre che alle telefonate agli stretti familiari, quella telefonata che abbiamo sempre rimandato ad amici lontani, colleghi del nostro periodo lavorativo, compagni di scuola.

Solo così saremo capaci, quando si riaprirà la possibilità di uscire, di conservare le nuove abitudini che faranno sì che il contagio di Coronavirus Sars Cov-2 non ritorni a colpirci rendendo vani le sofferenze e i sacrifici di molti.

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