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Armeo: un robot nel team di riabilitazione del braccio

Armeo: un robot nel team di riabilitazione del braccio

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Dott. Marco Giovanni Stramba-Badiale

Direttore U.O. Medicina Riabilitativa - Mosè Bianchi - Auxologico Mosè Bianchi

L'obiettivo della riabilitazione è reintegrare il paziente il più rapidamente possibile nella routine quotidiana e lavorativa dopo l’evento avverso.

Dopo un ictus o un incidente sono molti i pazienti che devono intraprendere un percorso di riabilitazione degli arti superiori. Inoltre anche a distanza dall’evento acuto è spesso necessario proseguire l’intervento riabilitativo per mantenere nel tempo i risultati ottenuti.

All’interno del Laboratorio sperimentale di Ricerche Riabilitazione dell'anziano e Medicina Cerebrovascolare di Auxologico da qualche mese nel team è entrato un componente davvero particolare: Armeo Power, un robot, per l’esattezza un esoscheletro robotizzato prodotto da Hocoma progettato per la rieducazione funzionale dell’arto superiore e acquistato da Auxologico grazie al contributo del Ministero della Salute.

Per sapere come funziona la giornalista Letizia Palmisano ha intervistato il Dott. Marco Giovanni Stramba-Badiale, Direttore U.O. Medicina Riabilitativa - Auxologico Mosè Bianchi

QUALI SONO LE CAUSE PIÙ FREQUENTI DI DANNI AGLI ARTI SUPERIORI CHE RICHIEDONO UNA RIABILITAZIONE?

La causa principale di compromissione funzionale degli arti superiori è l’ictus che colpisce circa 10 milioni di persone ogni anno in tutto il mondo, rappresentando la seconda causa di morte più frequente e la principale causa di disabilità soprattutto negli anziani.

In caso di ictus, la compromissione motoria dell'arto superiore si verifica nel 73–88% dei sopravvissuti al primo episodio e nel 55-75% delle recidive.

Vi sono poi altre cause di danneggiamento della funzionalità dell’arto superiore quali:

  • la frattura dell’omero (se ne registrano circa 48.000 l’anno in Italia);
  • la tetraplegia ovvero lesione del midollo spinale nella zona cervicale (in Italia ogni anno si stimano 2000 nuovi casi di lesione al midollo spinale);
  • la paralisi cerebrale emiplegica infantile;
  • la lesione del plesso brachiale che avviene a seguito di incidenti stradali o nei bambini alla nascita (studi basati sulla popolazione hanno segnalato un’incidenza tra 0.13 e 3.6 ogni 1000 nati vivi).

Poter recuperare non solamente i movimenti grossolani del braccio ma anche quelli fini della mano è fondamentale. Immaginate come possa essere la vita quotidiana senza riuscire a mangiare da soli, pettinarsi, tenere una penna o allacciarsi le scarpe. 

In tutti questi casi, intervenire in maniera pronta ed efficace è fondamentale per il recupero della funzione del movimento del braccio, utilizzando anche le tecnologie innovative come il robot in dotazione presso Auxologico Mosé Bianchi.

COME FUNZIONA IL BRACCIO MECCANICO?

Armeo Power è progettato per soggetti che hanno funzione compromessa negli arti superiori causata da danni al sistema nervoso centrale o periferico, disturbi spinali e muscolari o ossei.

Consente di effettuare esercizi per la spalla, la flessione del gomito, la supinazione dell'avambraccio e la flessione del polso. Può funzionare in modo attivo, parzialmente attivo o totalmente passivo. È quindi regolabile in base alle necessità terapeutiche del paziente. 

IL PAZIENTE PUÒ ESSERE AFFIANCATO DA UN QUALSIASI FISIATRA O FISIOTERAPISTA?

Coloro che prescrivono o utilizzano nella terapia il braccio robotico hanno precedentemente portato a termine un training per poterlo utilizzare in maniera appropriata ed efficace. Tutti gli operatori che in Auxologico utilizzano il robot sono quindi qualificati per effettuare la terapia tramite braccio robotico. 

A tal proposito è opportuno specificare come in ogni fase vi sia il controllo di uno specialista: dal fisiatra al fisioterapista, il paziente non viene lasciato solo a se stesso.

PERCHÉ L’UTILIZZO DEL ROBOT RENDE PIÙ EFFICACE LA TERAPIA?

L’utilizzo del robot rispetto alle terapie convenzionali consente:

  • uniformità;
  • velocità;
  • coordinazione;
  • intensità delle esercitazioni;
  • misurazione;
  • oggettivazione. 

Una caratteristica molto rilevante di un robot è la capacità di eseguire movimenti ripetitivi per un lungo periodo di tempo. La ripetizione e l'intensità degli esercizi sono alla base di terapie riabilitative per pazienti affetti da ictus o altre patologie neurologiche.

Facciamo poi l’esempio di frattura prossimale dell’omero. In tal caso la riabilitazione assistita da robot consente al paziente di mobilizzare il braccio interessato in anticipo e quindi di perdere meno massa muscolare migliorando la capacità motoria.

IL ROBOT STIMOLA LA MOTIVAZIONE ATTRAVERSO IL GIOCO?

Esattamente, il robot prevede quello che in gergo si chiama gamification. Il braccio meccanico è collegato a uno schermo.

Per stimolare i pazienti a compiere i movimenti necessari alla terapia, il dispositivo simula degli ambienti virtuali che consentono di unire una componente di gioco all’esercizio. Ad esempio, un esercizio è la simulazione del lancio del frisbee o il far volare un elicottero su da un tetto.

Quello che il paziente si trova davanti è un vero e proprio videogioco e, divertendosi, è più incuriosito e partecipe, qualsiasi età abbia. Abbiamo avuto riscontro, infatti, che funziona anche con gli anziani. Ciò migliora anche l’accettabilità della terapia da parte del paziente. 

LA ROBOTICA PUÒ ESSERE UTILE ANCHE PER RILEVARE I PROGRESSI DEL PAZIENTE?

Sì, assolutamente. Il sistema è in grado di fornire una serie di informazioni precise utili per una valutazione iniziale, in itinere e finale. 

CHI VALUTA L’UTILIZZO DEL ROBOT E COME SI INTEGRA ALL’INTERNO DELLA TERAPIA?

La valutazione della terapia avviene in base alla diagnosi ed è condotta da parte del medico specialista che prescrive il programma riabilitativo mirato al singolo paziente. 

Attualmente per poter accedere al servizio è necessario effettuare una visita fisiatrica, con la richiesta dal medico di base.

Sarà il fisiatra a valutare il percorso riabilitativo e prescrivere la macroattività ambulatoriale complessa (ex day hospital) con un ciclo di riabilitazione che prevederà, oltre alle sedute di fisioterapia individuale, anche quelle con il braccio meccanico.  

L'intero percorso potrà essere effettuato in convenzione con il Servizio Sanitario Regionale

LA U.O. DI MEDICINA RIABILITATIVA DI AUXOLOGICO

L’Unità Operativa di Medicina Riabilitativa dell'Ospedale San Luca in Mosé Bianchi è dedicata alla riabilitazione di pazienti affetti da disabilità di origine neurologica, ortopedica, cardiovascolare, con una particolare esperienza e vocazione verso il paziente anziano fragile. 
L’obiettivo delle attività di riabilitazione è ridurre il più possibile il grado di disabilità mediante un approccio globale che integri la riabilitazione neuromotoria, del linguaggio e delle funzioni cognitive con quella cardiorespiratoria, al fine  di prevenire nuovi eventi invalidanti (ictus o infarto per esempio) e di curare le malattie correlate.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Oltre 60 anni di
ricerca e cura
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Dal 1958 Auxologico opera nei settori della ricerca biomedica e dell'assistenza sanitaria di alta specializzazione per assicurare ai pazienti le cure più aggiornate ed efficaci.

16 sedi in
Lombardia, Piemonte, Lazio e Romania
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Una rete integrata di strutture ospedaliere, ambulatoriali e di ricerca dedicata ai pazienti, dai più giovani agli anziani.

1.300.000
Persone/Anno
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