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Adolescenti e disturbi del sonno: quando rivolgersi a uno specialista?

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APPROFONDIMENTI

A cura di

Prof.ssa Carolina Lombardi

Responsabile Centro Medicina del Sonno - Lombardia - U.O. Cardiologia - Auxologico San Luca

Con l’adolescenza cambiano i ritmi del sonno. I ragazzi tendono ad andare a dormire sempre più tardi e possono avere problemi al risveglio e durante tutta la giornata. Quando è il caso di preoccuparsi? Cosa può ritenersi fisiologico e cosa può richiedere un approfondimento medico?

La giornalista Letizia Palmisano ha rivolto le domande alla Prof.ssa Carolina Lombardi, Responsabile del Centro di Medicina del Sonno dell’Istituto Auxologico e docente presso l’Università Bicocca di Milano.

TEENAGER: È NORMALE IL CAMBIO DI RITMO NEL SONNO?

Nella fascia d’età degli adolescenti quello dei disturbi del sonno è un problema sempre più frequente.

Ci sono, innanzitutto, ragioni fisiologiche: infatti nell’adolescenza il ritmo circadiano (quel che potremmo chiamare “orologio biologico”) subisce delle modificazioni. Usando un’immagine potremmo dire che i ragazzi diventano un po’ “gufi” nel senso che tendono a spostare il sonno più in avanti privilegiando la seconda parte della notte per dormire; hanno quindi la tendenza all’addormentarsi più tardi e a risvegliarsi più tardi con possibile difficoltà nel risveglio nelle prima ore del mattino.

Con l’arrivo del Covid inoltre è cambiato lo stile di vita e la distribuzione oraria dei diversi impegni nell’arco della giornata anche dei più giovani: gli studenti sono molto di più a casa e utilizzano potenzialmente di più i supporti digitali per la DAD e anche per mantenere la socialità

Tutto ciò può favorire ulteriormente lo spostamento in avanti del ritmo sonno veglia che descrivevamo prima come fisiologico negli adolescenti ma che può diventare un problema da affrontare quando diventa un vero e proprio disturbo del ritmo circadiano, con orari di addormentamento e di risveglio così spostati in avanti da rendere impossibile la cura di se stessi e lo svolgimento degli impegni scolastici.

QUANDO SI PUÓ PARLARE DI DISTURBO DEL SONNO NELL’ADOLESCENTE?

Quando lo spostamento del sonno è tale da impattare sul rendimento delle attività mattutine come:

  • la difficoltà di alzarsi in tempo;
  • di fare colazione;
  • la riduzione del rendimento scolastico.

Ovviamente nelle diverse circostanze è da valutare se questa difficoltà di risveglio al mattino è legata solamente ad abitudini scorrette o si basa su un disturbo del sonno primario.

Importante inoltre sottolineare come la difficoltà di svolgere compiti adeguati al mattino possa innescare circoli viziosi come per esempio quello del calo delle performance scolastiche, sensazione di inadeguatezza, difficoltà di rapporti con in genitori, conflitti familiari e isolamento sociale.

Un ragazzo preoccupato a propria volta può dormire male.

QUALI SEGNALI DEVE COGLIERE UN GENITORE?

I genitori devono vigilare sulle abitudini scorrette che possono alterare il tempo da dedicare al sonno, la durata e la qualità del sonno. Se notano, ad esempio, difficoltà di risveglio al mattino o di addormentamento alla sera può essere utile valutare se:

  1. Il ragazzo/a utilizza eccessivamente supporti elettronici (come smartphone, tablet, videogame) anche la sera? Probabilmente sarà opportuno parlare col figlio per cercare di regolamentare l’utilizzo di tali dispositivi e diminuirne soprattutto l’uso serale, soprattutto a letto.
     
  2. È da considerare anche la possibilità che l’adolescente abbia introdotto l’assunzione di caffè o altre bevande a base di caffeina. Da un lato a questa età è “fisiologica” l’acquisizione di alcune abitudini proprie dell’età adulta a cui i ragazzi si avvicinano, dall’altro sarà fondamentale discuterne apertamente con i ragazzi, spiegandone gli effetti ed accompagnandoli ad un comportamento consapevole ed aperto.
     
  3. Un’attenzione particolare è poi quella verso alcuni integratori stimolanti. Viviamo in una società che ha spesso il culto della performance a tutti i costi. Sono molti i ragazzi che prendono, con sistemi fai da te e non consigliati da un medico, prodotti farmaceutici che promettono di mantenere alta l’attenzione. Spesso però, specie se assunti in orari sbagliati, possono farlo a discapito del sonno.
     
  4. Invece è importante che ragazzi e genitori sappiano che il riposo è fondamentale per il benessere dell’organismo ed anche per le prestazioni e le performance scolastiche, oltre che sportive. Ridurre quelle ore di riposo importanti per il corpo è sempre controproducente. 

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QUANDO È IL CASO DI VALUTARE UN CONTROLLO PRESSO UN CENTRO DI TERAPIA DEL SONNO?

È importante monitorare il sonno dei figli per poter constatare eventuali anomalie. Tra di esse rientrano ad esempio:

  • attività motorie atipiche;
  • parlare durante il sonno;
  • alterazioni respiratorie come il russare;
  • un’accentuata sudorazione notturna.

Può poi essere un campanello d’allarme la difficoltà del risveglio mattutino a cui possono seguire difficoltà nelle attività del ragazzo durante la giornata. 

In tutti questi casi ciò che va sconsigliato è la terapia fai da te. Un medico potrà valutare il da farsi. In molti casi il disturbo del sonno può essere curato con norme comportamentali.

In altre situazioni si valuteranno terapie specifiche e mirate al singolo caso.

IL CENTRO DI MEDICINA DEL SONNO

Il Centro Medicina del Sonno, attivo in Lombardia e Piemonte, è accreditato dalla Società Italiana di Medicina del Sonno (AIMS) e svolge attività clinica e di ricerca sui disturbi del sonno, inclusa l'insonnia.

Caratteristica peculiare del Centro di Medicina del Sonno, unico nel suo genere in Italia, è la possibilità di studiare gli effetti cardiovascolari dei diversi disturbi del sonno. A questo scopo è possibile eseguire, in casi selezionati, un monitoraggio continuo non invasivo, battito-battito, della pressione arteriosa nel sonno durante la videopolisonnografia.

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