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Insufficienza cardiaca: epidemia del terzo millennio



A cura delle dott.sse Alessandra Villani e Gabriella Malfatto (Centro Insufficienza Cardiaca, Dipartimento di Cardiologia, Istituto Auxologico Italiano).
 
Che cos’è l’insufficienza cardiaca
L’insufficienza cardiaca o scompenso cardiaco è un insieme complesso di sintomi e manifestazioni fisiche causate dall’incapacità del cuore di soddisfare le esigenze dell’organismo.
L’insufficienza cardiaca è molto diffusa: ad oggi colpisce circa 14 milioni di europei, e si stima che nel 2020 si arriverà a 30 milioni di ammalati.
Lo scompenso cardiaco può verificarsi a qualsiasi età e può essere provocato da svariate condizioni.
Le cause principali sono: aterosclerosi coronarica, infarto miocardico, ipertensione arteriosa, diabete mellito, patologie delle valvole cardiache, patologie miocardiche infettive o congenite, patologie polmonari.
Il trattamento dello scompenso cardiaco ha come obiettivo di aumentare la sopravvivenza, rallentare la progressione della patologia, ridurre le ospedalizzazioni, ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita.

Nell’ambito della Divisione di Cardiologia dell’Ospedale San Luca, è attivo da anni un Centro per lo studio e la cura della insufficienza cardiaca (Centro Scompenso), diretto dal prof. Gianfranco Parati (Dipartimento di Cardiologia, Istituto Auxologico Italiano, Dipartimento di Medicina Clinica e Prevenzione, Università degli Studi Milano-Bicocca) e coordinato dalle dott.sse Alessandra Villani e Gabriella Malfatto (Dipartimento di Cardiologia, Istituto Auxologico Italiano).

L’attività del Centro è diretta alla diagnosi ed alla terapia dell’insufficienza cardiaca, dal suo esordio alle fasi terminali che necessitano di cure palliative, attraverso l’integrazione di numerosi servizi.
 
1.       L’Ambulatorio dedicato visita circa 80-100 pazienti/mese. In esso si effettuano di routine, oltre ad ECG e visita cardiologica, un dosaggio del BNP (peptide natriuretico cerebrale) plasmatico, i cui livelli consentono una migliore titolazione della terapia ed una più accurata organizzazione del follow-up. L’ambulatorio dispone di un percorso dedicato per effettuare entro poche ore esami di approfondimento (ecocardiogramma, Rx torace); inoltre il paziente può essere sottoposto immediatamente a trattamenti infusivi di breve durata.

2.       Il Day Service permette di organizzare, raggruppandoli in sequenza logica e nell’ambito di 1-2 giornate, gli esami diagnostici valutativi la cui periodicità è organizzata secondo le linee-guida.

3.       Il Day Hospital, con 3 letti dedicati, estende il suo intervento dall’ambito acuto alla cronicità alla terapia palliativa. In DH si praticano trattamenti infusivi refratti di diuretico, soluzione salina ipertonica, inotropi a bassa dose (Levosimendan), infusioni di  ferro e trasfusioni. La periodicità degli accessi è variabile da alcuni accessi per i pazienti meno impegnati, a lungi cicli per i pazienti più gravi. L’uso del DH, specie nei pazienti più gravi con quadro clinico labile, si configura come un percorso di “cure palliative” che ne migliora la qualità della vita riducendo gli accessi al Pronto Soccorso e le ospedalizzazioni prolungate. 

4.       LaTelemedicina è un modello innovativo di servizio ai pazienti con scompenso cardiaco cronico medio/grave, che si affianca - integrandola - all’attività del medico di medicina generale. Punto di forza della telemedicina è la collaborazione tra il paziente, il suo MMG ed il Centro Scompenso, rappresentato dalla nuova figura dell’infermiere tutor, che diventa il principale referente dei pazienti arruolati.
 
Il centro per lo scompenso cardiaco collabora attivamente con altri servizi dell’UO di Cardiologia (UTIC,  Elettrofisiologia, Cardiologia riabilitativa, Medicina del sonno).



(2016-11-02 17:13:03)