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Brain fitness




A cura dell Dott.ssa Monica Agostoni, Specialista in Geriatria,
Direttore Medico RSA Mons. Bicchierai
(tratto dall'intervista rilasciata a Paola Scaccabarozzi)


Riscoprire la passione per la musica, il desiderio di approfondire lo studio delle scienze o della storia. Lasciarsi ammaliare dalla bellezza di un’opera d’arte o dalla riscoperta di ciò che si pensava di aver totalmente dimenticato. Anche per gli anziani c’è la possibilità di tornare sui banchi di scuola. Le università per la terza età sono molto diffuse in Italia e trovarle è molto semplice, basta cliccare su un motore di ricerca il nome del luogo in cui si abita e la dicitura “Università della terza età o del tempo libero”.

Parteciparvi costituisce un’esperienza importante da più punti di vista Innanzitutto, utilizzare il cervello per apprendere nuove nozioni o approfondire quelle già acquisite aiuta a mantenere le abilità cognitive acquisite: e il cosiddetto Brain Fitness che stimola la  funzionalità delle cellule neuronali ed i circuiti cognitivi, ritardando la eventuale insorgenza di patologie dell’anziano come la demenza senile o la malattia di Alzheimer. 

E’ importante che la materia scelta appassioni: qualunque stimolo al ragionamento è utile, non ci sono argomenti o materie che funzionano meglio di altre. La regola è ciò che interessa. La molla del piacere è fondamentale perché di per sé facilita la comprensione e funge da stimolo

La frequenza alla Università della Terza età permette all’anziano di socializzare, di estendere la propria rete di conoscenze e amicizie. Spesso, con il passare degli anni ci si trova soli: i figli sono occupati con la propria nuova famiglia e il lavoro, tra gli amici coetanei alcuni sono magari deceduti o malati; altri sono, a loro volta, occupati nella gestione dei nipoti. E la mancanza di relazioni sociali può essere veramente deleteria per l’anziano che, trovandosi solo sarà, più portato, per esempio, alla depressione. Quindi, frequentare un corso all’università della terza età può prevenire l’isolamento e “costringere” l’anziano autosufficiente a muoversi, a uscire di casa. È questo un altro fattore importante e di grande aiuto per chi non è più giovanissimo. Uscire, camminare è salubre da tutti i punti di vista. Fa bene al fisico e all’umore.

Chi, invece, ha qualche difficoltà ad uscire di casa può stimolare la mente coltivando le proprie passioni di un tempo o cimentandosi in nuovi interessi. Dalla lettura all’attività enigmistica e, perché no, anche all’utilizzo del computer. Un corso di informatizzazione di base da seguire anche a domicilio potrebbe essere stimolante, utile e, al tempo stesso, divertente per chi non è più giovanissimo. Potrebbe essere, ad esempio, un modo per comunicare con i nipoti lontani...”

E che l’informatica possa costituire un ottimo esercizio di brain fitness lo conferma anche un recente studio dell'Università della California pubblicato sull'American Journal of Geriatric Psychiatry. Le ricerche in geriatria hanno dimostrato che chi usa regolarmente un proprio pc riporta significativi miglioramenti della memoria e anche delle competenze linguistiche. L'indagine è stata condotta su un gruppo di sessantanove partecipanti non affetti da demenza con un'età media di ottantadue anni. Partecipanti che sono stati invitati ad allenare la mente con gli oltre quattrocento esercizi di memoria a breve e lungo termine, lingua, elaborazione visuo-spaziale, ragionamento, problem solving e capacità di calcolo del programma. Delle 69 persone coinvolte, le 52 sottoposte ad un periodo di sei mesi con almeno quaranta sessioni di venti minuti trascorse a giocare con il software hanno mostrato notevoli miglioramenti sia nelle funzionalità della memoria sia nelle abilità linguistiche. 
Questa ricerca è solo una delle tante che mette in rilievo il successo dell’utilizzo della tecnologia informatica per preservare e migliorare le prestazioni cognitive. 

La Comunità Scientifica Internazionale ha ormai avallato l’efficacia del training cognitivo computerizzato per l’incremento delle capacità cognitive utili come prevenzione anti-ageing e indispensabili nelle svariate situazioni in cui si presentano alterazioni intellettive, come il morbo di Alzheimer, le demenze senili di diversa natura e i deficit cognitivi di bambini e adolescenti che soffrono di svariate patologie. Il concetto di “esercizio mentale” si basa sul presupposto che, attraverso una serie di esercizi ripetuti, si possano migliorare le proprie prestazioni mentali, analogamente a quanto avviene per il sistema motorio grazie all’esercizio sportivo.



(2015-03-09 11:51:07)