Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookies.
Accetto
  • CALDO MA NON TROPPO. BUONE PRATICHE PER LA TERZA ETA
    Come tutelare la qualità della vita durante l’estate e gestire le urgenze legate ai pericoli del caldo?
    Approfondisci
  • 8° RAPPORTO OBESITA
    Obesità e sonno: dalla patogenesi alla terapia
    Approfondisci
  • UN NUOVO GENE ENTRA NEL PUZZLE DELLA SLA
    IL 34ESIMO GENE ASSOCIATO ALLA SLA
    Approfondisci


Chirurgia carotidea



 Le Patologia dei Tronchi Sovra-aortici: la Chirurgia come prevenzione dell’ictus.
A cura del Dott. Renato Casana Responsabile Chirurgia Vascolare Istituto Auxologico Italiano IRCCS
  
  

Per patologie dei Tronchi Sovra-Aortici (TSA) si intendono tutte quelle patologie steno-ostruttive che interessano i vasi deputati all’irrorazione cerebrale. A livello della carotide interna e della biforcazione carotidea si formano delle placche che determinano il restringimento del vaso (stenosi carotidea). Le placche possono frammentarsi ed embolizzare nei vasi cerebrali (meccanismo embolico) o ostruire acutamente la carotide (meccanismo emodinamico). Entrambi questi meccanismi sono estremamente pericolosi in quanto responsabili della mancanza d’ossigeno (ischemia) ai tessuti cerebrali, fino a determinare l’infarto cerebrale o ictus ischemico, con severe conseguenze sulla vita del paziente che né è colpito.

Si puo’ fare molto in termini di prevenzione, attraverso la conoscenza dei principali fattori di rischio e la correzione di quelli considerati reversibili.Tra i principali fattori di rischio vi sono l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, la cardiopatia ischemica, la dislipidemia (disturbo del metabolismo lipidico), la fibrillazione atriale, il fumo e la sedentarietà. Vi sono poi altri fattori di rischio di nuova individuazione quali alti livelli di omocisteina (iperomocisteinemia), alterati livelli della coagulazione del sangue (per esempio le mutazioni per il fattore V di Leiden e la protrombina) ed alcune anomalie genetiche che sono ritenute responsabili di un’elevata suscettibilità all’ictus, in quanto attivano un processo infiammatorio a livello endoteliale (parete delle arterie) favorendo l’insorgenza e la progressione della lesione carotidea.

All’aspetto preventivo di questa patologia responsabile dell’ictus, deve essere affiancata un’accurata e precoce diagnosi delle lesioni carotidee,che spesso sono asintomatiche. L’ecocolordoppler è l’esame di primo livello che permette di individuare la presenza di steno-ostruzioni e fornisce indicazioni sulle possibili tipologie di trattamento. Vi sono poi altri esami di secondo livello, quali l’angio-RMN e l’angio-TAC dei tronchi-sovraortici,  che sono impiegate come approfondimento diagnostico.

Ci sono sostanzialmente due modalità di intervento. La prima è l’intervento chirurgico tradizionale della Endoarteriectomia carotidea (CEA):  si accede alla carotide per via laterocervicale, in anestesia del plesso cervicale, e si disostruisce la carotide rimuovendo la placca aterosclerotica. Questa tecnica chirurgica ormai consolidata rappresenta ancora oggi il gold standard per il trattamento di una severa malattia aterosclerotica della carotide. Considerando che la carotide è responsabile della vascolarizzazione cerebrale, l’endoarterectomia carotidea è un intervento delicato che deve essere eseguito da un equipe chirurgica altamente specializzata.

Nell’ultimo decennio, alla chirurgia carotidea si è affiancata la tecnica endovascolare dell’Angioplastica/Stenting della carotide. E’ una procedura mininvasiva con accesso dall’arteria femorale, che viene effettuata dilatando la stenosi con un pallone (angioplastica) e posizionando uno stent per il rimodellamento del vaso (stenting). Questa metodica, pur essendo meno invasiva della chirurgia tradizionale, è attualmente gravata da uno morbilità superiore rispetto la chirurgia tradizionale.
La tecnica da impiegare è pertanto scelta in base ad alcuni requisiti che costituiscono al contempo criteri d’inclusione e d’esclusione per l’una e l’altra tipologia d’intervento:  l’età anagrafica, l’anatomia del collo, l’aspetto anatomo-morfologico della carotide, le caratteristiche della lesione carotidea (morfologia e contenuto della placca) e le patologie associate.

Presso la Chirurgia Vascolare dell’Istituto Auxologico Italiano vengono attualmente praticate entrambe le metodiche. Inoltre l’Istituto aderisce ad un progetto di ricerca internazionale (ACST-2 Trial), mirato a confrontare le due metodiche in pazienti con placche carotidee asintomatiche. I pazienti che possono essere sottoposti ad entrambe le metodiche vengono indirizzati al trattamento chirurgico piuttosto che a quello endovascolare (randomizzazione), per poter stabilire dopo un adeguato periodo di studio, se le due tecniche possano essere considerate sovrapponibili. 



Press office 2 (2014-03-26 16:05:56)